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COLLAPSE CELEBRATION

Last  Wednesday April 25th in Venice has been time to celebrate not only the Patron of the City – St. Mark- but also the Italian Independence Day (Liberazione after the 2nd World War). It was the Centenary of the St- Mark’s Bell Tower reconstruction,  here known as “the Master of the house”  (paron de caxa in Venetian dialect).
It’s an unordinary information about one of the most famous square in the world, but July 14th 1902 this massive and popular tower collapsed. All five famed bells – each known by name – fell down (100 meters) and the entire building fell to bits. A strong rumble heard all above the lagoon, no victims and not many damages on historical St. Mark’s Square buildings. Only the little loggia made by the notorious architect Sansovino fell down as well and the sculpt angel usually at the top of the tower landed few meters far from the main entrance of the Cathedral . the exhausted  XI Century foundation didn’t lasted out after two strong thunderbolts (1511 and 1748) and the continuous tides motion under the surface of the Square. Ten years after the collapse the Bell tower was been rebuild using new materials and something reused (fragments and recast iron from old bells). The City of Venice unveiled this monument on April 25th 1912. In order to celebrate this anniversary CARIVE bank, Musei Civici Foundation and Ateneo Veneto opened an exhibition at  the CARIVE head quartier in Campo San Luca showing old pictures and newspaper pages of that time recording this fact. All reworked photos of the collapsing moment (nobody took photos during the accident) and original images of the ruble coming from Palazzo Fortuny Archive are visible till May 25th.
Even Futurists – members of this early XX Century avant-garde – had to be satisfied by climbing the Clock Tower in St. Mark’s Square instead of the higher and more important building not available in 1910. They threw hundreds of papers from the top of the tower describing “Futuristic Venice” – concrete instead of water into canals in order to let cars running all around and show everybody the power of new technology.
Even today walking through St. Mark’s Square  is possible to see men at work restoring Bell Tower foundation against new catastrophes. “The Master of the house” is a fundamental element into St. Mark’s and Venice Skyline, datum point for residents and tourists walking around the city, great panoramic platform accessible by hundreds steps.

Il 25 Aprile quest’anno a Venezia non è stato solo un momento per festeggiare il Patrono San Marco o la Liberazione d’Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale; questa settimana è stato festeggiato il centenario della ricostruzione del “Paròn de Casa” (padrone di casa), il Campanile di Piazza San Marco.
Forse non tutti sanno che il 14 luglio del 1902 l’imponente abitante di una delle piazze più conosciute al mondo non ha più retto ed è crollato. Un salto di quasi 100 metri per le gigantesche campane (sono 5 e tutte hanno un nome proprio in base alle occasioni in cui vengono fatte suonare) e il campanile si è accasciato su se stesso. Un boato fortissimo ha raggiunto tutti gli abitanti della città e delle isole attorno, nessuna vittima e pochi danni alle preziosissime costruzioni circostanti, solo la Loggetta del celebre architetto Sansovino è stata schiacciata, la statua posta sulla cima della torre è arrivata a pochissimi metri di distanza dalla porta d’ingresso della Cattedrale. Le fondamenta, provate dai movimenti del mare sotto la piazza e i due fulmini che hanno colpito il Campanile (1511 e 1748) hanno ceduto. Dopo 10 anni di intenso lavoro, utilizzando parzialmente i resti dell’edificio originale (cocci e campane rifuse) la torre campanaria è stata reinaugurata il 25 aprile 1912. Per l’occasione è stata organizzata una mostra nella sede di Banca CARIVE in Campo san Luca utilizzando i materiali dell’archivio di Palazzo Fortuny (Musei Civici) e il supporto di Ateneo Veneto. Fino al 25 maggio è possibile vedere qui diverse e curiose fotografie dell’epoca, facendo attenzione a quelle che mostrano il momento del crollo completamente false e ritoccate, riviste dell’epoca, etc. Perfino i Futuristi, avanguardia artistica italiana del primo ‘900 dovette accontentarsi nel 1910 di salire sulla Torre dell’orologio anziché sul Campanile per compiere dimostrazioni e lanciare centinaia di volantini ai passanti su “Venezia Futurista” (canali prosciugati per permettere alle automobili di correre tra i Palazzi e mostrare la bellezza e la forza delle novità tecnologiche del tempo..). Ancora oggi vi sono lavori per il rinforzo delle fondamenta, onde evitare che un incidente del genere si ripeta.  Il “Padrone di Casa” è una componente fondamentale del paesaggio di Piazza San Marco e di tutta Venezia, punto di riferimento per chiunque viva e si muova in città nonché fantastica piattaforma panoramica per cui vale veramente la pena di fare un po’ di fatica per raggiungere la vetta.

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“Noi ripudiamo l’antica Venezia estenuata e sfatta da voluttà secolari, che noi pure amammo e possedemmo in un gran sogno nostalgico.
Ripudiamo la Venezia dei forestieri, mercato di antiquari falsificatori, calamita dello snobismo e dell’imbecillità universali, letto sfondato da carovane di amanti, semicupio ingemmato per cortigiane cosmopolite, cloaca massima del passatismo.
Noi vogliamo guarire e cicatrizzare questa città putrescente, piaga magnifica di passato. Noi vogliamo rianimare e nobilitare il popolo veneziano, decaduto dalla sua antica grandezza, morfinizzato da una vigliaccheria stomachevole ed avvilita dall’abitudine dei suoi piccoli commerci loschi.
Noi vogliamo preparare la nascita di una Venezia industriale e militare che possa rovinare il mare Adriatico, gran lago Italiano.
Affrettiamoci a colmare i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e lebbrosi.
Bruciamo le gondole, poltrone a dondolo per cretini, e innalziamo fino al cielo l’imponente geometria dei ponti metallici e degli opifici chiomati di fumo, per abolire le curve cascanti delle vecchie architetture.
Venga finalmente il regno della divina Luce Elettrica, a liberare Venezia dal suo venale chiaro di luna da camera ammobiliata.” [Venezia Futurista, 1908].

Post by Lucia Pedrana

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