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Art is a Bomb.. Arcangelo Sassolino

Just picture yourself in a room with a suspended concrete plat upon your head. Now picture yourself facing a gun that  randomly shoots glass bottles at a steel plate as projectiles with a green carpet of fragments on the floor and an unexpected blast.  Then picture yourself in a gallery or in a museum in the front of a metallic round volume gas-filled; a potential and real bomb…
Works of art made by Arcangelo Sassolino are models of emotional experimentation linked to destruction and reconstruction feelings. These processes are directly related with  vital and emotional cycles (like euphoria and depression). Within the first glance, you don’t get anything (all concrete and metal made) but the onlooker condition is strongly supported and excited by the artwork itself.
There’s always a sense of challenge. Making use of high technology, the work is assembled in the laboratory, afterwards molded by the artist who will show us the object in the shape he had in mind. More focused on the proceeds than shapes, he wants to reach the matter clash, and friction.
Sassolino “takes the Matter to the throats in order to carry that at its breaking point, he moves beyond up to change molecules and DNA “(cit. Arcangelo Sassolino). At fourty-five years old, this Italian is a technician converted into an artist (can we dare relating him to Engineer Alexander Calder?) who moved from Vicenza to New York and travelled from Rome to Berlin passing through Zurich and Paris till last Monday when he stopped in Venice.
On April 16th, in the library of the Peggy Guggenheim Collection, Arcangelo Sassolino talked about himself and he shared with attendees his art and his approaches to showing creativity. The latter is  the core topic of a series of night lab- meetings now in progress at the Venice museum which gives opportunities to an adult audience to be involved in educational programs run by artists, such as Sassolino, and skilled people from the arts (Be Creative).

“Artista è uno che ha il fiuto sottile per il proprio tempo e riesce a filtrare la sua esistenza quello che lo circonda e come scoria del suo subconscio tira fuori le sue opere. Forzare contro il principio di realtà quotidiana, raffinando le proprie intuizioni”. (Arcangelo Sassolino)

Immagina di trovarti in una stanza con una lastra di cemento di diverse tonnellate sospesa sopra la testa. Immagina di trovarti di fronte a un fucile che spara random contro una lastra d’acciaio bottiglie di vetro come proiettili i cui frammenti verdi creano un tappeto sul pavimento, tutto accompagnato da un assordante e improvviso rumore. Immagina poi di essere in una galleria o in un museo ed avere di fronte a te entro un contenitore metallico sferico caricato a pressione, una potenziale ma reale bomba…
Le opere dell’artista vicentino Arcangelo Sassolino sono modelli di sperimentazione emotiva legati al senso di distruzione e ricostruzione; questi processi sono connessi a quelli vitali ed emotivi, entrambi ciclici (come l’euforia e la depressione). Opere che apparentemente sembrano non regalare niente (freddo metallo e cemento) ma dove lo stato dello spettatore viene sostenuto ed estremamente stimolato dall’opera stessa.
L’elemento della sfida è costante; avvalendosi di tecnologie avanzate per l’opera realizzata in laboratorio ma successivamente plasmata dall’artista che la mostra come lui desidera. Vi è molta più attenzione al processo che alla forma per raggiungere poi lo scontro della materia, l’attrito.
Sassolino “prende per il collo la materia per portarla al suo limite ed oltre fino a trasformarne le molecole, il dna”. (cit. Arcangelo Sassolino). Il quarantacinquenne veneto è un tecnico convertito all’arte (possiamo osare l’associazione con l’ingegnere Alexander Calder??) che da Vicenza a New York, da Roma a Berlino passando per Roma si è fermato per una serata a Venezia.
Il 16 aprile nella biblioteca della Peggy Guggenheim Collection si è raccontato ed ha condiviso coi presenti la sua arte e il suo modo di approcciare, utilizzare e mostrare la creatività. Quest’ultimo il tema della serie di incontri-laboratori che nell’ultimo mese arricchiscono il  programma educativo del museo lagunare, un’opportunità anche per gli adulti di partecipare a laboratori didattici tenuti da artisti come Sassolino e da altri personaggi gravitanti attorno al mondo dell’arte.

By Lucia Pedrana

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